Entrevista
Un diálogo sobre la Pulsio Art
Entrevista de Ratimir Pavlovic, presentado en el documento como director de la revista Oriflamme y del Pen Club de France.
Nunzio expone la relación entre arte y ciencia, la idea de la superficie pictórica como campo sensible y el valor de la investigación individual. En el diálogo sitúa en 1985 el nacimiento de la Pulsio Art.
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Ratimir Pavlovic
Tra le tendenze che esprimono il momento attuale nell'arte e che ci sembrano allineate a ciò che si va facendo nell'ambito internazionale, compare per la prima volta nella storia dell’arte, una Teoria chiamata Pulsio Art di cui Lei è l'iniziatore e il teorico; vuol parlarne?
Nunzio Pascarella
Uno dei grandi problemi dell'arte contemporanea, è costituito dall'aspetto internazionale di una diffusione rapidissima delle problematiche legate all'arte; questa diffusione provoca benefici a livello d'informazione culturale e insieme costituisce un terribile "cancro" che con i suoi virus aggredisce con la forza che le proviene dal suo potere di diffusione e di orientamento, mediante gli strumenti moderni della trasmissione, purtroppo provocando quella che potremo definire una "sindrome da livellamento".
In realtà si assiste ad una vera e propria stagnazione nei cui specchi gli artisti, guardandosi gli uni con gli altri, finiscono per divenire organi d'una colossale catena di montaggio il cui prodotto non è altro che un numero di serie ripetitive che al limite sarebbe possibile etichettare e numerare come un barattolo di pomodori o di coca cola; è triste ma generalmente è così. In questo panorama è necessario ricominciare a pensare; pensare autonomamente nel senso individuale. E’ l'unico modo che abbiamo, per non affogare in questo mare di contaminazioni, desunte da influenze collettive.
Pensando ci si accorge che la propagazione del "cancro" in divenire è legata a fattori in progressione numerica; gli elaboratori elettronici ritmano tale progressione con ansia americana.
La Pulsio Art, intende, non opporsi a questo corso, ma piuttosto iniziarne un altro che abbia come denominatore comune il ritorno ad un modo individuale di pensare la ricerca artistica.
Nello stesso tempo ci sembra necessario che tale ricerca non sia mero velleitarismo slegato dalla realtà contemporanea. Infatti l'ipotesi di lavoro nel quale ci muoviamo io ed il gruppo di artisti che ha voluto associarsi alle mie ricerche, parte da dati del mondo delle scienze; cioè qualcosa di solido con cui confrontarsi. Questo procedimento, che è prima di tutto un atteggiamento mentale, tende ad un neo-umanesimo ove all'arte possano integrarsi le problematiche delle scienze e viceversa.
Ratimir Pavlovic
Siamo di fronte dunque ad una duplice istanza: da una parte il rapporto con le scienze e nell'altra al tentativo di riappropriazione di un'area,diciamo così elitaria, che ricerca in una cultura non massificata, il profumo di una originalità sottile. Ma dove nasce la dizione "Pulsio Art" ?
Nunzio Pascarella
Piuttosto che originalità sottile - anche se ciò non sento di negare - posso affermare che, a parte la sostanza teorica che anima lo spirito della "Pulsio Art" esiste una tendenza a riguardare le cose dell'arte secondo un'angolazione più europea che internazionale; è infatti in quest'area che hanno inizio le matrici del nostro essere artisti. L'arte espressa da una società "esplosiva" che si avvale di una certa saggezza espressiva per manifestarsi, anche della nostra ricerca perché i valori da essa espressi, crediamo appartengono a spessori vistosamente superficiali, dell'esistenza umana; così ciò che per contrasto si genera dall'implosivo è da noi rigettato perché negativo di ciò che non potrà - come già detto - appartenerci quale area di ricerca. In realtà la "Pulsio Art" guarda al mondo delle scienze, alla fisica e alla chimica delle particelle corpuscolari, al mondo dei neutroni, dell'antimateria e via dicendo. In questo campo, è un momento di vera Rinascenza, un periodo che consegnato alla storia potrà sicuramente non farci vergognare di avervi vissuto.
Le scoperte continue dei nostri giorni nell'ambito scientifico, sono per la "Pulsio Art" ciò che la scoperta della prospettiva rappresentava per il Rinascimento, una traslazione dell'uomo dai margini delle significazioni filosofiche al centro di una integrazione natura-pensiero. La "Pulsio Art" guarda e si rispecchia nella parte più nobile e profonda della cultura del secolo, nel reale di una fisicità, la cui ricchezza è parte dell'incomparabile mistero del destino dell'uomo.
Ratimir Pavlovic
Vorrei comprendere meglio questo rapporto tra scienze e arte; quali sono i mezzi attraverso i quali è possibile operare tale integrazione, ma soprattutto vorrei fosse chiarito quale sia il procedere da parte dell'artista verso l'integrazione arte-scienza.
Nunzio Pascarella
Il primo momento della mia ricerca, è iniziato anni fa nello studio della significazione vettoriale del segno; tale ricerca che tentava di analizzare il grado delle possibili complicazioni e significanze implicite nella stesura di un segno, erano in quel periodo (anni 55-60) dirette ad individuare il nocciolo del passaggio dal movimento gestuale al segno tracciato; tali studi conducevano a porsi il problema del vettore più piccolo possibile e questo assumeva l'inevitabile aspetto di un punto.
Pensavo allora già in termini spaziali, ma lo spazio consisteva in quello "spazio che antecedeva la tela", che in questo caso diventava semplice superficie ove raccogliere e fissare le idee di progetto.
Le teorie e le ricerche di Malevitch per quanto raffinate e fondamentali restavano un capitolo importante della mia cultura di artista, ma procedevano nel senso della geometria latente di una superficie e quindi tendevano alla espressività dei valori geometrici e alle loro implicazioni nello spazio euclideo, e questo non coincideva con l'assento delle mie ricerche.
Piuttosto ero come folgorato dal mio stesso concetto di quello "spazio che antecedeva la tela" che non era la possibilità di una penetrazione di una continuazione del piano nello spazio possibile antecedente la tela - esperienza questa portata negli ultimi decenni alla conoscenza quanto di considerare il piano della tela (per restare alla pittura) come una superficie "ricevente e sensibile".
Ratimir Pavlovic
Quindi, il primo punto da fermare, mi sembra, nella Sua teoria, è quello di considerare "la tela od un supporto qualsiasi di un quadro con una superficie ricevente e sensibile".
Nunzio Pascarella
Si, il primo punto è quello, ma attenzione, già altri si sono occupati di una superficie e del suo supporto; intendo parlare delle analisi strutturali sui linguaggi, ma il loro intento era di analizzare le possibili scritture visive e i loro significati e di conseguenza i componenti fino ad arrivare ai supporti. Non è questo proprio il caso della "Pulsio Art", il cui richiamo alla superficie "sensibile" indica invece un riferimento preciso: la luce!
Naturalmente, questa della "luce" rappresenta un'area di ricerca che è patrimonio di secoli di pittura, ma per la "Pulsio Art" la "luce" è solo uno dei coefficienti fisici da adoperare e integrare in una più complessa ricerca che è poi possibile condensare in formula matematica; è bene precisare che le vicende sviscerate dalla Optical Art o nell'area delle superfici a spazialità sonora, tipo Klein per intenderci, non entrano nella sintassi della "Pulsio Art".
Piuttosto, come accade da sempre nella ricerca, è possibile individuare nell'arte del passato, alcuni riferimenti particolari, che benché adoperati per sostanziare un tipo di discorso totalmente differente, avevano caratteristiche elementari del linguaggio della "Pulsio Art", ma allo stato inerziale, non consapevole né adoperati nel contesto di una conoscenza delle scienze: parlo dell'arte antica e della pittura senese del '200; nel mosaico infatti le tessere sono a volte adoperate con una specularità inclinata rispetto al piano d'appoggio per riflettere la luce in un dato modo... e nei fondi della pittura senese l'uso dell'oro aveva lo stesso compito riflettente; sappiamo che ciò corrispondeva ad una ricerca di astrazione e di levitazione. Nella "Pulsio Art" invece la luce è intesa come un raggio ottico formato da particelle reali che raggiungendo la superficie di tal quadro (o altro !) innesca un processo di pulsione d'energia. Ecco allora che il concetto di superficie "sensibile" lo è in quanto supporto superficiale potenzialmente atto a recepire una "comunicazione ottica" e a porsi molecolarmente in relazione con essa.
Ratimir Pavlovic
Entriamo in un mondo che è verosimilmente quello delle scienze, vorrà ora spiegare come s'innesca il processo creativo relativo alla pittura?
Nunzio Pascarella
Il dato di partenza è di considerare il supporto ove dovrà svolgersi "l'evento" artistico, lo spazio che antecede il supporto e l'onda d'emissione dei concetti del pensiero recepiti nella struttura cerebrale, elementi di sostanza fisica aventi in comune energia potenziale.
Consideriamo che tale energia nasce quindi da un impatto tra le emanazioni dovute alle cellule cerebrali a livello fisico-chimico nel momento creativo e l'energia potenziale del piano implicito nella struttura delle superficie del supporto da dipingere; quindi anche lo spazio "antistante" il supporto da impiegare partecipa all'operazione, in quanto campo di trasmissione.
Da un punto di vista iconografico, per fare un esempio, se dovessimo occuparci di arte astratta, la foto dell'esperienza per la quale il fisico italiano Carlo Rubbia ha ricevuto il premio Nobel, ha in se l'aspetto di un'opera della "Pulsio Art" perché la vocazione della "Pulsio Art" è quella di esprimere a livello artistico attraverso la creazione, pulsioni d'energia: quella che l'incidenza della luce, la trasmissione delle emanazioni delle particelle del pensiero e la sostanza ricettiva della superficie di applicazioni avranno saputo condensare nelle immagini.
Ratimir Pavlovic
Nel fondo esiste un riferimento alla teoria della "Pulsio Art"? In Italia e in Francia fervono gli studi sul Futurismo ; ci sarebbe forse un allegamento ideale con esso?
Nunzio Pascarella
Assolutamente no; il rifiorire degli studi e anche certo neo-futurismo, mentre confermano la sempre maggior importanza e l'originalità di quel movimento artistico italiano, non hanno nulla a che fare con la "Pulsio Art". Noi parliamo di energia da pulsione non di velocità; noi non dobbiamo, ne d'altra parte ne abbiamo l'intenzione, combattere contro nessuna società né tantomeno illuderci di poterla cambiare. Ci interessa invece promuovere una ricerca nel campo delle arti che partendo da problematiche insite nelle scienze sia possibile alle arti integrarle ; sentiamo questo periodo della nostra storia come un preludio ad un nuovo imminente Rinascimento; la “Pulsio Art" ricerca nell’omogeneità di una sostanza che crediamo unica, la sintesi tra le componenti materiali e quelle originate del pensiero, nella direzione di un nuovo umanesimo.
Ratimir Pavlovic
Questa tendenza ad un nuovo umanesimo, è una interessante avventura da seguire criticamente, anche perché Le sue ricerche entro i confini della "Pulsio Art" rappresentano un fatto positivo sia nell'ambito dell'arte che in quel territorio sempre misterioso entro il quale è possibile approfondire la conoscenza dell'uomo. Quale è l'anno di nascita della “Pulsio Art" ?
Nunzio Pascarella
La "Pulsio Art", non è nata certamente dalla sera al mattino è da qualche anno che nel mio lavoro quotidiano d'artista vado indagando sulle diverse ipotesi che poi hanno condotto a questa teoria; certamente vi è un momento ove le problematiche si chiarificano e possono passare alla sperimentazione. Così posso dire che il momento reale della nascita della "Pulsio Art" è il 1985, anche perché diversi artisti vanno aggregandosi attorno al mio lavoro teorico ed è così possibile ampliare le esperienze pratiche e approfondire di conseguenza l'applicabilità della "Pulsio Art" nei riscontri oggettivi di diversi apporti. Tale ampliamento di ricerca, partendo dalle idee fondamentali, testimonia inoltre la necessità di alcuni artisti, tra i più interessati sul piano della cultura, ad uscire dalle correnti internazionali ormai scadute a formule ripetitive come testimoniano la tristezza delle esposizioni che pur avvengono nei luoghi più prestigiosi.
Tra le istanze portate avanti dalla Transavanguardia e dall'arte colta italiana, entro i revival internazionali, futuristi, pop, concettuali e via dicendo, la proposta della "Pulsio Art" ha uno spessore di pensiero non facilmente esauribile; è attuale nel senso di una partecipazione al nostro tempo, vivificante come è sempre stata l'arte quando, mutando i tempi, ha affrontato problematiche che investono sollecitanti ricerche poste ai confini della conoscenza.
Ratimir Pavlovic
AscoltandoLa si ha l'impressione, che un lungo cammino di ricerca attende Lei e il Suo gruppo; nello stesso tempo è evidente come una sorta di religiosità laica accompagni la gestazione della "Pulsio Art". L'uomo nella sua essenza più spirituale che l'interessa.
Nunzio Pascarella
Sono le indagini ai confini della conoscenza, come dicevo prima, che interessano la "Pulsio Art" ; e in questa zona della ricerca è necessario essere rigorosi e probabilmente è da questo rigore che sorge "l’avventura" di una religione laica che lega l’uomo all'arte.
Di conseguenza le proposte, nell'ambito del nostro lavoro, avranno sempre un carattere d'indagine, di continua scoperta; di rinnovamento interiore. Quanto questa scoperta dell'uomo che è in noi, tanto più si avvicinerà a tale rinnovamento, tanto più vorrà dire che la nostra ricerca artistica ha saputo individuare un momento di osmosi e di integrazione con le tematiche e i processi delle scienze contemporanee; ci faremmo trascinare nella corrente di questo dialogo, ma gli occhi saranno bene aperti: a noi interessa conoscere, per operare nella conoscenza
Ratimir Pavlovic
Pensa che Parigi, la cultura francese, abbia in un certo qual senso favorito la nascita della "Pulsio Art"?
Nunzio Pascarella
Quando nella storia e nella storia dell'arte in particolare, accadono in uno stesso luogo frequenti episodi che hanno segnato gli itinerari dell'arte, come è accaduto per Parigi, una breve riflessione ci farà meditare: e ciò che è accaduto nel passato indica come un luogo, una città in particolare, possono essere luogo d'incontri e di entusiasmi culturali; Parigi è uno di questi luoghi ma in questa città ci si arriva quasi per destino, dopo aver bevuto magari alle fonti di tanti paesi diversi. Credo di aver ritrovato in questa città una libertà intellettuale primigenia; ho l'impressione di essere in una grande solitudine ma di poter al tempo stesso parlare con gli altri; gli altri sono l'eredità della mia cultura poetica e letteraria: Baudelaire, Apollinaire, Stendhal, Sartre e gli altri ancora sono l'altra eredità che mi trascino, quella della grande arte italiana, che mi parla con i fantasmi di Leonardo o di Borromini o dei miei antenati Catullo, Ovidio, e via dicendo. Ecco, la “Pulsio Art", mi sembra, non poteva che nascere a Parigi, ma sulla stratificazione del mio retroterra (back-ground).
